SI PUO’ AUMENTARE IL BENESSERE E RIDURRE LO STRESS IN AZIENDA?

Benessere, o per meglio dire avere più Ben-Essere e minori stress e tensioni in azienda si può ottenere?

Si si può se i decisori aziendali investono anche nel creare dei corsi specifici che insegnino ai dipendenti come scaricare ansia, stress, fatica ed emozioni indesiderate.

Gestire meglio le emozioni, le tensioni e lo stress sono aspetti sempre più necessari affinché le risorse umane di un’azienda possano dare maggiore qualità, risultati e valide relazioni ai propri clienti interni ed esterni operando in modo efficace nel proprio mercato di riferimento.

Come CSR da anni realizziamo dei corsi, anche brevi, che hanno proprio come finalità principali quelle di:

  • far comprendere che cosa sono realmente l’ansia, le tensioni e lo stress e come gestirli;
  • illustrare come questi agiscono e che effetti hanno sulla qualità delle proprie risposte e azioni professionali;
  • mostrare come ridurre o azzerare le emozioni “da interazioni spiacevoli”;
  • insegnare come rilassarsi in modo assai rapido ed efficiente;
  • riconoscere e individuare gli “indicatori negativi emozionali e di stress” prima che essi possano diventare pericolosi”;
  • apprendere come fronteggiare e tenere basso lo stress e le tensioni anche prolungate;
  • capire e interpretare correttamente i messaggi che ci vengono inviati dalle emozioni quali ansia, rabbia e paura, ecc.
  • sapere cosa fare e come agire direttamente per liberarsi con successo delle tensioni indesiderate; 
  • apprendere come recuperare rapidamente le proprie energie lasciando andare stanchezza e stress.

Ansia, stress e tensioni nel lavoro: si può migliorare?

L’ansia, stress, preoccupazioni e tensioni sono emozioni e stati interni che facilmente possono innescare un senso di allarme, apprensione, agitazione, insonnia, disagio. O che possono “aprire le porte” ad agitazione, inquietudine, ossessività, panico o innescare malattie e disturbi fisici ed emotivi di varia natura.

Assai spesso se vi è persistenza in una persona di ansietà, stress, rabbia o paura ciò, può nel tempo causare molte malattie anche gravi, disordini psicofisici, disturbi del sonno, senso d’incapacità o d’impotenza, problematiche di prestazione, ecc.

Nei corsi che come CSR teniamo su questi argomenti molta attenzione viene dedicata al far comprendere pienamente come si manifestano le emozioni “pericolose” e lo stress, dato che il primo aspetto rilevante per poter agire in modo benefico è proprio quello di acquisire consapevolezza. 

In questo senso i temi trattati sono vari e vanno, ad esempio, dal riconoscer cosa innesca individualmente i propri principali disagi – riconoscere correttamente la fonte che spesso è interna alla persona più che essere esterna – cosa innesca delle reazioni poco favorevoli; cosa trasforma una stato transitorio di ansietà in tensione costante, allarme o persistente stress, ecc. 

Per molte persone il lavoro diviene nel tempo una specifica causa di ansietà, stress o malattie e ciò, purtroppo con una significativa frequenza, causa infortuni, demotivazione, limitato rendimento e disinteresse verso la produttività e verso i contenuti del proprio lavoro, assenteismo, atteggiamenti che vanno dalla negatività alla distruttività e molto altro ancora.

Ma conviene a un’azienda investire sul tema del ben-essere e della migliore gestione di ansietà, stress ed emozioni “negative”?

Assolutamente conviene e per i motiviche seguono.

Perché investire sul ben-essere, sul ricaricarsi di energia e sullo sviluppare nei dipendenti la capacità di gestire ansietà, stress ed emozioni “negative”

Molti sono gli studi – di cui alcuni sono veramente imponenti per il numero di casi considerati – che evidenziano quanto sono rilevanti le perdite economiche, pari a svariati miliardi di euro , e di produttività con numerosi milioni di giornate lavorative perse a causa di assenteismo, malattie, incidenti e infortuni.

Non ci sono studi aggiornati o scientificamente ampi sulle varie problematiche di cui stiamo parlando, ma su ansia e depressione invece i dati sono inequivocabilmente precisi: l’ansia e depressione nei luoghi di lavoro determinano una perdita del 4,6% del p.i.l.

Molti studiosi ormai affermano concordemente che la principale causa di disabilità odierna è data da ansia, depressione e stress. E’ stimato chepiù di 260 milioni di persone vivono con disturbi d’ansia , oltre 300 milioni di individui soffrono di depressionee molti di questi soffrono di entrambi questi disturbi.

Quanto costano depressione e ansietà?

Un recente studio condotto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i disordini da depressione e ansietà costano come perdita di produttività all’economia globale 1 trilioni di dollari ogni anno.

Un ambiente di lavoro negativo e che innesca disagi, fra l’altro, può portare a problemi di salute fisica e mentale, può spingere verso un uso nocivo di sostanze o di alcool.

Oltre a ciò può creare assenteismo e perdita di produttività e varie altre conseguenze. Ovviamente anche per questi motivi è utile investire in attività e corsi su come stare meglio e acquisire più ben-essere.

Il piano globale d’azione della Organizzazione Mondiale della Sanità sulla salute dei lavoratori (2008-2017) e il piano d’azione per la salute mentale (2013-2020) definiscono principi, obiettivi e strategie di attuazione finalizzati a promuovere la buona salute mentale sul posto di lavoro. Questi sono:

  • Affrontare le determinanti sociali della salute mentale, quali gli standard di vita e le condizioni di lavoro;
  • Fare attività di prevenzione e promozione della salute e della salute mentale;
  • Aumentare l’accesso alle cure attraverso lo sviluppo di servizi sanitari.

Il terzo “Rapporto europeo sulle condizioni di lavoro” ha evidenziato che nell’Unione Europea lo stress è al secondo posto fra i problemi lavoro- correlati (dopo il mal di schiena).

Secondo gli studi effettuati dalla Fondazione Europeatra il 1996 e il 2000 almeno il 28% dei lavoratori ha denunciato sintomi collegati allo stressmentre altre indagini hanno segnalato che almenoil 50 – 60% delle giornate perse è collegato allo stress lavorativo.

È economicamente – e non solo – sempre conveniente attivare strategie di gestione e promuovere iniziative per la promozione della salute:

  • McKinsey ha pubblicamente fatto notare che “Il successo di un’organizzazione nel tempo è strettamente legata al benessere di chi vi opera”;
  • Il vissuto negativo delle persone innesca peggioramenti di produttività e aumento dell’assenteismo e del turnover sia nei reparti di produzione, sia fra i “colletti bianchi”.

Nella sola Inghilterra nell’anno 2012 lo stress lavoro-correlato ha causato la perdita di 10,4 milioni di giorni lavorativi, con un’assenza media di 24 giorni all’anno per lavoratore (fonte: HSE, 2013). 

Un grosso pericolo è anche il “tasso di incidenti”

Tra i dipendenti che si sentono sempre sotto pressione il tasso di incidenti è di circa cinque volte superiore rispetto a quello degli altri dipendenti(fonte: Eurofound, 2007). 

Andlin, Sobocki e altri hanno stimato che nel solo 2005 il complesso dei disagi causati da motivi lavorativi ha comportato un costo di circa 240 miliardi di Euro all’anno.

Gli studi e le ricerche degli ultimi anni hanno più volte sottolineato l’utilità di investire sul ben-essere degli occupati aziendali oltre a suggerire interventi organizzativi di “promozione della salute”. 

Fa decisamente riflettere anche la considerazione che un approccio attivo nella promozione della salute genera profittocon un rapporto costo-beneficiche nelle organizzazioni che può arrivare fino a 1:13

Ovvero con benefici economici che possono dare fino a circa 13 Euro di ritorno per ogni singolo Euro speso in programmi di prevenzione (fonte: Ricerca Matrix, commissionata da UE, 2013).

Altrettanto importante è tenere presente la considerazione sopra riportata, sulle conseguenze che vi sono in termini di costi, clima, socialità e relazioni. Cosa che dà un rilievo diverso al fatto che gli infortuni in coloro che si sentono sempre sotto pressione in azienda è di circa cinque volte superiore rispetto a quello degli altri dipendenti (fonte: Eurofound, 2007).

Quanto costano annualmente i disagi lavorativi?

Quanto si stima quindi che costino annualmente i disagi lavorativi? A seconda degli aspetti che si considerano fra i 240 e i 1.145 miliardi di euro (o per esprimerlo in dollari, fra i 275 miliardi e 1 trilione di dollari ogni anno).

Ecco perché anche basandoci anche solo su considerazioni meramente economiche conviene investire in interventi organizzativi di “promozione della salute”. 

Senza considerare che una persona che è più felice, energica e in equilibrio contribuisce a migliorare il contesto in cui lui, e alla fine tutti noi, viviamo.

N.B.: Le testimonianze sopra riportate sono quelle di alcuni partecipanti a iniziative formative esperienziali realizzate per Sandvik Mining & Construction su: “Come meditare e rilassarsi con successo e come scaricare meglio le tensioni, l’ansia e lo stress per avere più benessere”.

Dr. ARMANDO PINTUS – PSICOLOGO COACH E FORMATORE 

  • Ho oltre 30 anni di esperienza come Psicologo Coach e Formatore.
  • dal 1991 sono Presidente di CSR Formazione e Coaching.
  • come Psicologo, Formatore e Coach abbinno le competenze di coaching psicologico con le conoscenze che ho nell’ambito della comunicazione persuasiva, leadership, business presentation e gestione di stress ed emozioni.

Se vuoi avere più informazioni su come gestire meglio l’ansia e lo stress, essere più produttivo e avere più risultati e successo …. contattami direttamente via mail a.pintus@csrformazione.it o al n. 335-48.21.22: sarò lieto di aiutarti personalmente.

www.CsrFormazione.it – www.CoachingMilano.com – www.psicologomilano.tv/ –www.MilanoGolf.It – 

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