Workshop su “Coaching e riuscita: cosa permette di realizzare con successo gli obiettivi prefissati”

Tappe_Coaching

Schema elaborato da Jysa Jaoui

Anne Soyez, con grande efficacia, ha tenuto a Milano l’assai interessante workshop organizzato da SCP Italy (Society for Coaching Psychology Italy) su “Coaching e Riuscita: che cosa permette di portare a termine e realizzare con successo gli obiettivi prefissati”.

Questo workshop ha effettivamente permesso ai partecipanti di Approfondire il tema della riuscita nel Business Coaching, (e non solo), definendone:

  • le tappe;
  • le fasi;
  • i processi che consentono di traguardare tutte le tappe;
  • gli ambiti d’indagine e di attenzione che è consigliabile adottare al fine di elevare le possibilità di successo di un percorso di coaching, ovvero in sintesi: il processo che porta appunto a riuscire.

 

Fra tutte le cose interessanti emerse, in particolare molto stimolante – e utili – sono stati i concetti inerenti al come, in qualità di Coach, aiutare il proprio Coachee a passare con successo:

  • dall’attività di germinazione delle idee all’ideazione di un progetto;
  • dall’elaborazione progettuale di detto progetto alla sua messa in atto;
  • dalla messa in atto alla sua riuscita, e per finire
  • dalla sua riuscita alla soddisfazione per quanto realizzato.

Anne Soyez è stata molto chiara – ed efficace – nel sottolineare e permettere di riconoscere quali sono, durante questo cammino, le possibili inibizioni, o blocchi che si possono creare nell’azione del Coach, e del Coachee. In modo da poter riuscire nei propri intenti senza replicare copioni disfunzionanti preesistenti o senza agire esperienze o strategie fallimentari o insoddisfacenti.

Segnalando quali blocchi possono palesarsi e ostacolare il coachee nel compiere il suo “processo della riuscita” in modo efficace ed ecologico.

Durante questo workshop, che era riservato a Coach professionisti e a Psicologi con esperienza nell’ambito del Coaching e Coaching Psychology, inoltre, in particolare due sono stati i concetti che personalmente mi hanno più colpito per le molteplici applicazioni che hanno, sia nel processo di Business Coaching, sia fuori da esso, (per esempio in una Life Coaching, in una Sport Coaching o in una psicoterapia).

  1. Il concetto dei possibili pericoli e criticità che sono presenti nelle distinte tappe che portano un progetto dalla sua ideazione alla sua realizzazione, e quindi, alla sua riuscita e alla conseguente soddisfazione che ne può derivare;
  2. la modalità e prassi con cui è possibile individuare e scoprire i “meccanismi di blocco” che, se operanti, mettono a repentaglio, o allontanano, o impediscono il successo realizzativo.

Questi blocchi, che specificamente finiscono per “autosabotare” e “boicottare” il processo di riuscita sono stati riassunti nel modello sui Drivers di Taibi Kalher ( Kahler,Ph. D.,Capers, 1974 ) e che in letteratura sono stati descritti e riassunti da Taibi Kalher, e sono stati da lui soprannominati come “Drivers”. Quando un individuo si trova sotto la loro influenza, la sua chiarezza e capacita di pensiero si trova rallentata o alterata e i suoi comportamenti divengono inadeguati rispetto alle sfide o difficoltà che la situazione impone.

Questi Driver, o spinte soggettivamente specifiche, agiscono come un imperativo interno. Essi emergono nelle situazioni di stress e sono 5, ovvero 5 diversi tipi di “comandi interni” che possono essere anche molto forti, potenti e persistenti. Essi sono, in breve:

  • sii forte: non mostrare né “chi sei”, né i tuoi sentimenti;
  • sii perfetto: fai tutto in modo perfetto rimanendo unico giudice (di solito non soddisfabile) di questa perfezione; ignora o non dare importanza ai commenti positivi e di apprezzamento degli altri;
  • Compiaci o cerca di piacere: renditi importante rispondendo ai progetti altrui; ottieni riconoscimento da colui che gestisce il progetto;
  • sbrigati: agisci sempre velocemente perché “il tempo è oro” ed è nell’intensità dell’ azione che si lavora meglio.
  • Sforzati: quando hai un progetto , sforzati di realizzarlo, (anche se poi inconsciamente magari fai di tutto per non riuscire).

DriverOgnuno di questi specifici imperativi, o Driver, corrisponde a delle precise modalità di comportamento, di comunicazione, di funzionamento psicologico e di azione nelle varie persone in cui sono attivi, portando dette persone a “riuscire” quando tutto va bene, o a disfunzionare, senza riuscire a portare a termine il progetto, quando vi è disagio, stress o pressione.

Quindi in sintesi, che dire? Grazie Anne, e grazie SCP Italy, per questa bella esperienza che ha permesso, (a me personalmente, e a chi con me era presente), di ampliare gli strumenti di efficacia che abbiamo a nostra disposizione, rendendo ai nostri occhi più chiari ed evidenti dei meccanismi così importanti per la riuscita e il successo nostro e dei nostri Coachee.

 

Articolo di: Armando Pintus — Psicologo Energetico — Psicoterapeuta — Coaching Psicologico Personale e Sportivo — Milano — Esperto in Psicologia Energetica e del Benessere, Psicosomatica, Sviluppo di Capacità e Risultati Personali, Emozionali, Sportivi e di Relazione

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